Nel colore il Dna dell’anima

Il colore attrae perché magnete di uno stato d’animo e di una particolare vibrazione mentale e sensoriale. La minore o maggiore sensibilità a un determinato spettro cromatico implica la sintonia di mente e corpo su una precisa frequenza e onda cerebrale.

La musica, il suono viaggiano su di una gamma di vibrazioni e anche il colore stesso vibra. Ecco perché colore e musica riescono a influenzare la visione. In particolare, la musica nella sua combinazione di note è in grado di generare immagini che il cervello elabora.
La pittura, quindi, è il tramite, il medium, attraverso il quale note musicali e colori varcano la dimensione percettiva più profonda. Nel dettaglio del colore infinitesimale si cela un microcosmo completo e indipendente simile, in qualche aspetto, a quello che interessa la struttura molecolare della materia e dell’atomo.
Per dirla in termini semplicistici o forse azzardati, nel colore si potrebbe trovare traccia del nostro Dna mentale-spirituale.

Il codice genetico che, una volta riconosciuto, attiva il canale creativo, sensoriale e della consapevolezza trascendentale e metafisica.
La contemplazione anche temporalmente limitata, di una fascio cromatico a noi affine genera immediato benessere psicofisico. Personalizzare cromaticamente qualsiasi oggetto di uso comune o quotidiano, individuando il cromatismo individuale, significa fare un passo avanti nella consapevolezza della propria struttura emotivo-spirituale dando così valore alla personalità profonda che guida gran parte delle nostre scelte, siano essere coscienti o no.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *